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Ott
9
Mer
Nasce John Lennon
Ott 9 giorno intero

John Winston Lennon nasce il 9 Ottobre 1940 a Liverpool, Inghilterra, durante la Seconda Guerra Mondiale.

A soli quattro anni assiste alla separazione dei suoi genitori, il che lo porta a vivere con sua zia Mimi.

Sua madre, Julia, risposatasi dopo qualche anno, insegna al figlio a suonare il pianoforte e sarà lei stessa a regalargli la prima chitarra.

Nel 1958, Julia muore in seguito ad un incidente stradale, notizia che sarà devastante per suo figlio John. La morte della madre rappresenterà uno degli eventi più traumatici nella vita di Lennon.

Da bambino amava mettersi nei guai. Era portato in particolare per gli studi di materie artistiche. Nonostante i suoi voti non fossero eccellenti, il suo talento artistico lo ha sempre distinto da tutti.

Grande amante di Elvis Presley’s, è stato da lui ispirato nella creazione di una band chiamata “Quarry Men”.

Lennon incontra Paul McCartney ad un evento ecclesiastico nel ’57. Invita Paul ad unirsi al gruppo dei“Quarry Men”. Quello di McCartney e Lennon rappresenta il duo più forte del mondo musicale dei tempi.

In seguito McCartney incontra George Harrison e lo presenterà a Lennon, e si unirà a loro solo l’anno successivo. Il gruppo si completerà con l’arrivo del batterista Pete Best nel 1960.

Quelli che poi sono diventati i “Beatles” sono stati “scoperti” per la prima volta in un club di Liverpool da Brian Epstein, che diventa da qui in poi il loro storico manager.

Arrivano Ringo Starr come nuovo batterista e di George Martin come produttore musicale, i Beatles lanciano la canzone “Love Me Do”.

I Beatles raggiungono la vetta solo nel 1964, divenendo la band inglese numero uno al mondo ed anche la prima ad apparire prima sullo schermo televisivo e poi sul grande schermo con “Help”.

Nell’ agosto del ’65, i quattro cantanti si esibirono di fronte ad un pubblico di 55.600 fans adoranti allo stadio Shea di New York. Con questo concerto raggiunsero li record di maggiore partecipazione che la storia della musica ricorda.

La magia della “beatlemania” inizia a perdere smalto nel ’66. In seguito alla sua dichiarazione “i Beatles sono più popolari di Gesù”, Lennon è stato denunciato per vilipendio da un’Istituzione biblica statunitense.

Le tensioni tra Lennon ed il gruppo avranno inizio solo con l’entrata nella vita del cantante della sua seconda moglie Yoko Ono, con cui intraprenderà anche una partnership artistica.

Nel settembre del 1969 Lennon dà il suo addio definitivo ai Beatles, dopo aver registrato l’ultima canzone “Abbey Road”.

LA CARRIERA SOLISTICA E IL SINGOLO “IMAGINE”
Il primo album da solista è stato “John Lennon/Plastic Ono Band”.

Ma il vero successo come “John Lennon cantante” arriva solo con l’uscita di “Imagine“.

Nell’estate del 1973, il suo matrimonio con Yoko Ono attraversava un periodo non facile. Secondo l’Ultimate Classic Rock, sua moglie Yoko Ono aveva bisogno di una pausa per la “rottura con i Beatles” e dallo stesso Lennon. La soluzione che alla donna sembrò più consona è stata quella di “sistemare” suo marito con un’altra donna, la loro assistente May Pang.

I due si riuniranno solo nel 1975.

IL SUO ULTIMO PERIODO DI VITA DI JOHN LENNON
Lennon ritornerà a fare musica nel 1980 con l’album “Bouble Fantasy”.

Tragicamente, solo qualche settimana dopo, Mark David Chapman, un mitomane suo fan, sparerà il cantante di fronte al suo appartamento di New York.

John Lennon è morto presso l’ospedale Roosevelt di New York l’8 dicembre del 1980.

Lennon è stato inserito nella Songwriters Hall Of Fame nel 1987 e nella Rock and Roll Hall of Fame nel 1994.

Ott
10
Gio
Nasce Giuseppe Verdi
Ott 10 giorno intero

Giuseppe Fortunino Francesco Verdi nacque il 10 ottobre del 1813 a Roncole Verdi, frazione del comune di Busseto in provincia di Parma. Di umili origini, cominciò gli studi di musica a Busseto e qualche anno più tardi il negoziante Antonio Barezzi divenne il suo mecenate e protettore, e proseguì gli studi a Milano con Vincenzo Lavigna. Nel 1836 Verdi ottenne l’incarico di maestro di cappella a Busseto e nel 1838 tentò l’avventura operistica, con cui non raggiunse subito il successo. Verdi fu sconvolto, nel 1840, dalla perdita di sua moglie Margherita Barezzi, figlia del suo mecenate, e dei suoi due figli; trovò un provvidenziale sostegno nel successo ottenuto al Teatro della Scala con il Nabucco, nel 1841. Da qui in avanti, Verdi concentrò tutte le sue energie nell’attività compositiva, ottenendo sempre maggiore popolarità e un deciso miglioramento delle sue condizioni economiche. Dalla metà degli anni ’50, dopo Rigoletto, Il Trovatore e La Traviata, nuove riflessioni autocritiche lo condussero a un rinnovato vigore espressivo, il che gli procurò una posizione di straordinario rilievo internazionale. Nominato senatore del Regno d’Italia nel 1874, inaugurò a Milano la Casa di Riposo per musicisti da lui fondata. Giuseppe Verdi morì il 27 gennaio del 1901 in un appartamento di Milano, dove alloggiava di solito. È bene ricordare che Verdi partecipò attivamente alla vita pubblica del suo tempo. Fu, come si è accennato, un patriota convinto e forte sostenitore dei moti risorgimentali (pare che durante l’occupazione austriaca la scritta “Viva V. E. R. D. I. ” fosse letta come “Viva Vittorio Emanuele Re d’Italia”). Il Paese lo volle membro del primo parlamento del Regno d’Italia e successivamente senatore. Compose trentadue opere, pagine religiose, tra cui la Messa Requiem, liriche e composizioni corali.

Ott
12
Sab
Nasce Luciano Pavarotti
Ott 12 giorno intero

Nato a Modena il 12 ottobre del 1935, Luciano Pavarotti si avvicina molto presto alla musica e al bel canto grazie al padre Fernando, già corista alla “Rossini”, e continua gli studi con il tenore Arrigo Pola e il maestro Ettore Campogalliani. La consacrazione arriva nel 1961, quando il ventiseienne Luciano vince il Concorso Internazionale di Reggio Emilia, dove debutta come Rodolfo in “La Boheme” di Puccini, destinata a diventare l’opera a lui più congeniale, cui si aggiungono presto altri due titoli capitali della sua brillantissima carriera, “L’Elisir d’amore” di Donizetti e “Un ballo in maschera” di Verdi.

La sua voce estesa di tenore chiaro, unica per morbidezza, lucentezza e perfezione tecnica, unita ad innate doti comunicative, gli apre le porte dei più grandi teatri del mondo. Nel 1965 il suo esordio alla Scala sempre in “La Boheme” con Mirelli Freni e Karajan è un trionfo. Il 17 febbraio 1972, al Metropolitan Opera di New York, Pavarotti interpreta “La Figlia del Reggimento” ed entra nella leggenda: per la prima volta un tenore interpreta a voce a piena i nove do dell’aria. Il pubblico va in visibilio, il tenore riceve 17 chiamate ed ovazioni al sipario. I successi si susseguono in tutto il mondo fino alla fine degli anni Ottanta.

Nel 1990, insieme a Josè Carreras e Placido Domingo, il maestro dà vita a “I Tre Tenori” , imponendosi in breve tempo come fenomeno musicale. Nel 1991 Luciano Pavarotti seduce altre 250 mila persone con un grande concerto a Hyde Park di Londra, trasmesso in mondovisione. Il successo dell’iniziativa londinese si ripete nel 1993 al Centra Park di New York , dove approda una folla di mezzo milione di spettatori. Sulla scia di una popolarità planetaria, il Maestro ha istituito il “Pavorotti & Friends”, invitando artisti di fama mondiale del pop e del rock per raccogliere fondi a favore di organizzazioni umanitarie internazionali.

Scompare a Modena il 6 settembre 2007.
https://www.youtube.com/watch?v=cWc7vYjgnTs
Ott
22
Mar
Nasce Franz Liszt
Ott 22@4:59 pm–5:59 pm

Nato in Ungheria nel 1811 e avviato alla musica dal padre, Liszt divenne ben presto uno dei più importanti musicisti dell’Ottocento.
Geniale compositore, abilissimo pianista e direttore d’orchestra, cominciò la sua carriera come concertista nel 1820 esibendosi in concerti pubblici in Francia, Austria, Inghilterra, Svizzera e Italia. Strinse profonde amicizie con illustri poeti, filosofi e musicisti del suo tempo fra i quali Chopin, Berlioz e Smetana. Divenne uno fra i più ammirati e ricercati pianisti di tutta Europa, riscuotendo ad ogni concerto enormi successi.
In questo periodo compose una gran quantità di opere pianistiche basate su una continua ricerca di effetti virtuosistici che mettessero in evidenza le sue straordinarie doti esecutive. Tra queste opere vanno ricordati i ventiquattro Grandi studi dedicati a Czerny (suo maestro di pianoforte) e sei Studi trascendentali su temi di Paganini, oltre a una serie di Rapsodie ungheresi.
Alla fine del 1847 però Lizst decise di interrompere definitivamente la carriera concertistica per dedicarsi esclusivamente alla composizione e alla direzione d’orchestra. In questo periodo scrisse ancora lavori pianistici (tra cui la grandiosa Sonata in Si minore), alcune sinfonie e i dodici poemi sinfonici.
A questi lavori ne seguirono tantissimi altri un po’ in tutti i generi musicali, ma sempre caratterizzati da uno stile spettacolare, ricchi di arditezze tecniche e travolgenti effetti espressivi.
Morì nel luglio del 1886 a Bayreuth, in Germania.

Ott
25
Ven
Nasce Johann Strauss
Ott 25 giorno intero

Nacque a Vienna 1825 e morì nel 1899.

Fu direttore d’orchestra e compositore. Si esibì per la prima volta con una propria orchestra all’età di diciannove anni. Dopo la prematura scomparsa del padre, Johann Strauss, riunì le due orchestre e divenne in pochi anni famoso a livello internazionale come il “Re del Valzer”.

Diede concerti in tutta Europa e fece una tournée negli Stati Uniti nel 1876.

Tra i suoi valzer più famosi, ancora oggi suonati, vi sono Vita da artista (1867), Storie del bosco viennese (1868), Sangue viennese (1871), Rose del Sud (1878), Voci di primavera (1882), Il valzer dell’imperatore (1888) e soprattutto il celeberrimo Sul bel Danubio blu (1867), brano che non manca mai nel celebre Concerto di Capodanno dei Wiener Philharmoniker.

Tra il 1871 e il 1897 compose 16 operette per il teatro di Vienna; tra queste le più note sono Il pipistrello (1874) e Lo zingaro barone (1885).

Tra la sua copiosa produzione si ricordano inoltre le 181 polke e le 79 quadriglie.

I due fratelli Joseph (1827-1870) e Eduard (1835-1916), anch’essi compositori, lo sostituirono più volte nella direzione dell’orchestra.

Ott
27
Dom
Nasce Niccolò Paganini
Ott 27 giorno intero

 

Niccolò Paganini, nato a Genova il 27 ottobre 1782 e morto a Nizza il 27 maggio 1840, è stato un violinista e compositore italiano.
E’ considerato uno fra i maggiori violinisti dell’Ottocento.
La sua attività di compositore fu legata a quella di esecutore, in quanto trovava innaturale eseguire musiche sulle quali non aveva un completo controllo.

Nato da una modesta famiglia, il padre Antonio, faceva imballaggi al porto ed era appassionato di musica.
Fin dalla più giovane età, Niccolò apprese dal padre, le prime nozioni di musica sul mandolino e in seguito fu indirizzato dal padre allo studio del violino.
All’età di 12 anni, già si faceva ascoltare nelle Chiese di Genova e nel 1795 diede un concerto al teatro di San Agostino, eseguendo delle sue variazioni sull’aria piemontese “La Carmagnola”, per chitarra e violino, andate perdute, finché il padre lo condusse a Parma nel 1796, all’età di 14 anni. A Parma, Niccolò si ammalò di polmonite. Qui arrivava a studiare fino a 10-12 ore al giorno su un violino costruito dal Guarneri, regalato da un ammiratore di Parma. Paganini imitava i suoni naturali, il canto degli uccelli, i versi degli animali, i timbri degli strumenti. Dopo diede dei concerti nell’Italia Settentrionale e in Toscana. Raggiunta una portentosa abilità, andò di nuovo in Toscana, ove ottenne le più clamorose accoglienze.
Nel 1801, all’età di 19 anni, interruppe la propria attività di concertista, e si dedicò per qualche tempo allo studio della chitarra.
In breve tempo diventò virtuoso anche di chitarra e scrisse molte sonate, variazioni, e concerti non pubblicati; insoddisfatto si mise a scrivere sonate per violino e chitarra, trii, quartetti in unione agli strumenti ad arco.
Alla fine del 1804, all’età di 22 anni, riapparve a Genova ma tornò a Lucca, l’anno successivo, dove accettò il posto di primo violino solista alla corte della principessa Elisa Baciocchi, sorella di Napoleone. Quando la corte si trasferì a Firenze nel 1809 Paganini la seguì ma per un banale incidente se ne allontanò e non volle più tornarvi. A Torino, é invitato a suonare nel castello di Stupinigi da un’altra parente di Napoleone, Paolina Borghese.
Nella sua vita, Paganini percorse l’Italia tre volte, facendosi applaudire in numerose città.
Nel 1825 andò al Sud, a Palermo, dove vide la luce Achille, il figlio avuto con una cantante del coro, Antonia Bianchi. Paganini volle così bene a questo figlio illegittimo che per averlo dovette acquistarlo per 2.000 scudi dalla madre e poi farselo riconoscere, manipolando le sue conoscenze altolocate.
Nel 1828 finalmente andò a Vienna, dove le lodi ai suoi concerti furono unanimi. L’Imperatore Francesco II lo nominò suo virtuoso di camera.
Dopo aver dato 20 concerti a Vienna, si recò a Praga dove sorsero aspre discussioni sul suo valore.
Compose anche dal 1817 al 1830 sei concerti per violino ed orchestra,famosissimo il finale del secondo detto La Campanella; ritornato a Genova nel 1832 iniziò la compostizione dei famosi Capricci per violino e nel 1834, una sonata per la grande viola variazioni su temi di Süssmayr e Gioachino Rossini,serenate, notturni, tarantelle.
Il 1834 segna l’inizio dei sintomi più eclatanti di una malattia polmonare. I disturbi alla gola si presentarono molto tempo prima che insorgesse la laringite vera e propria e la necrosi dell’osso mascellare. Comunque la reazione di Paganini alla malattia fu molto dignitosa e composta.

Malgrado la difficoltà in cui si trovava, non si abbandonò mai alla disperazione e bisogna riconoscere che in questi estremi frangenti dimostrò una gran forza d’animo.Paganini, dunque, morì il 27 maggio 1840. A causa delle voci sul suo conto e della sua cattiva reputazionein quanto si riteneva che conduceva una vita irreligiosa, il vescovo di Nizza ne vietò la sepoltura in terra consacrata.

Il suo corpo fu imbalsamato e conservato nella cantina della casa dov’era morto. Dopo vari spostamenti, solo negli anni trenta la Chiesa ne autorizzò la sepoltura, che avvenne nel cimitero di Parma dove riposa tuttora in una tomba sempre provvista di fiori freschi e dove attrae molti turisti.

Nov
3
Dom
Nasce Bellini
Nov 3 giorno intero

Vincenzo Salvatore Carmelo Francesco Bellini, compositore italiano, tra i più celebri operisti dell’800, nasce a Catania il 3 novembre 1801. Studia musica a Catania, poi a Napoli (1819). Tra i suoi maestri vi è Nicola Antonio Zingarelli, che lo indirizza verso lo studio dei classici. Conosce il calabrese Francesco Florimo, con cui instaura una profonda e duratura amicizia; Florimo diventerà bibliotecario del conservatorio di Napoli e sarà biografo dell’amico Bellini, prematuramente scomparso.

Tra le sue prime composizioni, in questo periodo, vi sono opere di musica sacra, alcune sinfonie e alcune arie per voce e orchestra, tra cui la celebre “Dolente immagine”, oggi nota per i successivi adattamenti per voce e pianoforte.

Presenta nel 1825 al teatrino del conservatorio “Adelson e Salvini”, sua prima opera e lavoro finale del corso di composizione. Solo un anno dopo con “Bianca e Fernando”, arriva il primo grande e inaspettato successo. Per non mancare di rispetto al principe Ferdinando di Borbone, l’opera va in scena al teatro San Carlo di Napoli con il titolo modificato in “Bianca e Gernando”.

Nel 1827 gli viene commissionata un’opera da rappresentare al Teatro alla Scala di Milano. Bellini lascia Napoli e anche Maddalena Fumaroli, la ragazza di cui è innamorato ma che non aveva potuto sposare a causa dell’opposizione del padre.

A Milano vanno in scena “Il pirata” (1827) e “La straniera” (1829) ottenendo clamorosi successi; nelle pagine della stampa milanese dell’epoca si può apprezzare come Bellini fosse considerato l’unico operista italiano con uno spiccato stile personale in grado di tener testa a quello di Gioacchino Rossini.
“Zaira” nel 1829, rappresentata a Parma, ottiene meno fortuna: sembra che lo stile di Bellini mal si adattasse ai gusti del tradizionalista pubblico di provincia. Delle opere successive le più riuscite sono quelle scritte per il pubblico di Milano: “La sonnambula” (1831), “Norma” (1831) e “Parigi” (I puritani – 1835).

Nello stesso periodo compone anche due opere per il teatro La Fenice di Venezia: “I Capuleti e i Montecchi” (1830), per i quali adatta parte della musica scritta per “Zaira”, e la poco fortunata “Beatrice di Tenda” (1833).

La svolta decisiva nella sua carriera come nella sua evoluzione artistica coincide con il suo trasferimento a Parigi. Qui Vincenzo Bellini entra in contatto con alcuni dei più grandi compositori d’Europa (tra cui Fryderyk Chopin); pur conservando intatta l’ispirazione melodica di sempre, il linguaggio musicale dell’italiano si arricchisce di colori e soluzioni nuove.

A Parigi compone numerose romanze da camera di grande interesse, alcune delle quali in francese. E’ ormai maturo e pronto per comporre un’opera in francese per il Teatro dell’Opéra di Parigi: purtroppo la carriera e la sua vita vengono stroncate alla giovane età di 33 anni, da un’infezione intestinale probabilmente contratta qualche anno prima.

Vincenzo Bellini viene sepolto vicino a Chopin e Cherubini nel cimitero Père Lachaise, dove la salma rimarrà per oltre quarant’anni, fino al 1876, quando verrà portata nel Duomo di Catania. A partire dal 1985 fino all’entrata in vigore dell’Euro, la banconota italiana da 5.000 Lire ha mostrato la raffigurazione del volto di Vincenzo Bellini

Nov
5
Mar
Nasce Bryan Adams
Nov 5 giorno intero

Quando essere rocker non è un’etichetta come un’altra ma è qualcosa che si ha nel sangue, quando è un modo e uno stile di vita che si sente sulla propria pelle come una seconda natura… Bryan Adams risponde perfettamente a questo profilo. E’ genuino, immediato, tutto chitarre e batteria esattamente come il suo sano e buon rock’n’roll.

Nato il 5 novembre 1959, a Kingston, Ontario (Canada), da genitori inglesi (il padre era un diplomatico che ha portato la famiglia in giro per il mondo), Bryan Adams è diventato il cantante canadese più famoso della fine degli anni ’80 e degli anni ’90, ed è molto conosciuto soprattutto grazie alle sue ballate (di pura tradizione rock) e alle canzoni di stampo classico come “Summer of ’69” e “Cuts like a knife”, oltre ad altri numerosi brani le cui melodie sono spesso diventate dei tormentoni per esser state scelte da famosi spot tv.

L’omonimo album di debutto risale al 1980 ed ha rappresentato la base per il lancio, l’anno successivo, del suo secondo album “You want it, you got it”, il primo ad imporsi, seppur in tono minore, nelle chart americane grazie ad una hit radiofonica intitolata “Lonely Nights”.

Il terzo album “Cuts like a knife” viene pubblicato nel 1983 e sarà quello che riuscirà davvero a far breccia nelle classifiche, raggiungendo addirittura l’ottava posizione, cosa non da poco nell’affollato e intricatissimo panorama della musica d’oltreoceano. Con grande sorpresa dei produttori, Bryan Adams si porta a casa addirittura un album di platino, successo poi bissato in Inghilterra tre anni più tardi.

La strada sembra ormai spianata e negli anni successivi il solido rocker non delude le aspettative dei produttori che puntano su di lui, arrivando alla consacrazione prima con un’ospitata al “Live Aid” di Philadelphia e poi duettando con una star come Tina Turner sulle note di “It’s only love”.

La fine degli anni ’80, dopo lunghi tour snervanti, ci restituisce Bryan Adams in una veste più riflessiva e tendente al “dietro le quinte”. Scrive e prepara nuovi pezzi con il suo nuovo co-produttore e co-autore Mutt Lange e contribuisce al lavoro di artisti come Motley Crue, Belinda Carlisle, Charlie Sexton ed altri ancora. Nel 1988 è ancora in sella, più vitaminico che mai, nel concerto in onore di Nelson Mandela allo Wembley Stadium di Londra.

Nel 1990 sale sul palco berlinese che ospita una speciale performance dei Pink Floyd: “The Wall with Roger Waters”.

Tutto ciò viene comunque messo in ombra dall’incredibile successo ottenuto dall’album che viene pubblicato nel 1991, “Waking up the neighbours” che include la hit “(Everything I do) I do it for you”; il pezzo – tema del fortunato film “Robin Hood – Principe dei ladri”, con Kevin Costner – è un fenomenale successo da classifica e riesce a rimanere in cima alla chart inglese per ben 16 settimane (ad oggi il singolo con maggior permanenza al numero uno della storia della musica britannica). Alla fine vende tre milioni di copie e raggiunge la vetta delle classifiche di mezzo mondo diventando il singolo più venduto di quell’anno e regalando a Bryan Adams la sua prima nomination all’Oscar.

I singoli pubblicati in seguito, “Can’t stop this thing we started”, “Thought I’d died and gone to heaven”, “Please forgive me” e “All for love” si rivelano altrettanto proficui commercialmente e permetteranno al cantante di intraprendere, nel 1994, un lungo tour che lo porterà nel sud-est dell’Asia, e durante il quale Adams diventerà il primo artista rock occidentale a visitare il Vietnam dalla fine della guerra. Al suo ritorno, instancabile, sfornerà altre lodevoli prove, sempre accolte dal pubblico con entusiasmo.

Alle soglie del 2000 Bryan Adams si prende una pausa per dedicarsi con successo alla fotografia. Nel 2002 fotografa la regina Elisabetta II per il suo Golden Jubilee, immagine che viene poi utilizzata per un francobollo britannico.

Dopo l’uscita di un greatest hits intitolato “Best of me”, verso la fine del 2000 pubblica un nuovo album, in collaborazione con il compositore Hans Zimmer; il disco formerà poi la colonna sonora del film “Spirit”, in seguito nominato ad un Golden Globe.

Tra le sue ultime fatiche c’è “Room Service” (settembre 2004), registrato dopo una pausa durata tre anni. Il lavoro è prodotto dallo stess Adams, mixato da Bob Clearmountain ed è stato in gran parte registrato in camere d’albergo o backstage durante i lunghi tour europei degli ultimi due anni.

 

Nov
10
Dom
Nasce Ennio Morricone
Nov 10 giorno intero

Ennio Morricone uno dei più premiati compositori italiani è nato il 10 novembre 1928 a Roma, nel quartiere di Trastevere.

Ha studiato composizione con Goffredo Petrassi al Conservatorio di Santa Cecilia di Roma dove si era già diplomato in Tromba nel 1946 ed in Strumentazione per banda nel 1952.

All’inizio della sua lunga carriera artistica, Ennio Morricone si è dedicato alla musica moderna, prima come orchestratore e direttore d’orchestra in campo discografico, poi come compositore per il teatro, per la radio e la televisione ed infine per il cinema ove ha firmato una lunga serie di applauditissime colonne sonore.

Ennio Morricone è tra i nomi leggendari della musica da film internazionale: ha scritto oltre 400 colonne sonore, ottenendo i più prestigiosi riconoscimenti internazionali.

Dopo gli inizi come arrangiatore ed autore di musica leggera, ha cominciato a scrivere per lo schermo esordendo nel 1961 con “Il federale” di Luciano Salce, per poi seguire il filone dei western all’italiana di Sergio Leone iniziato con “Per un pugno di dollari” (1964), diventa famoso in tutto il mondo, fino a “C’era una volta in America”.

I successi per Ennio Morricone continuano con la musica scritta per i film di Elio Petri “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto”, “La classe operaia va in paradiso”, “Todo Modo”, “Buone notizie”.

La musica di Ennio Morricone, diventata garanzia di successo per i film di cui faceva da colonna sonora ha enfatizzato la regia di Gillo Pontecorvo ne “La battaglia di Algeri”, “Queimada” e “Ogro”.

Pier Paolo Pasolini lo ha voluto per “Uccellacci e uccellini” e “Teorema”, Luciano Salce, dopo il primo “Il Federale”, ha sfruttato la verve musicale di Morricone in “La cuccagna”, “La voglia matta”, “Le monachine”.

Elencando nomi di grandi registi e dei loro film di successo, troveremo centinaia di volte la firma del maestro Ennio Morricone sulle musiche che hanno animato poeticamente le storie cinematografiche, ma che poi hanno vissuto di vita propria, staccata dalle sale cinematografiche.

Anche a musica da camera e per orchestra hanno avuto l’attenzione, di Morricone che ha composto oltre cinquanta composizioni fra pezzi cameristici per strumento solista o per trii, quintetti, sestetti, pianoforte e strumenti, canto e pianoforte, voce e strumenti, coro di voci bianche, tre Concerti, di cui il primo (1957) per orchestra, il secondo (1985) per flauto e violoncello, il terzo (1991) per chitarra classica amplificata e marimba, musiche per i balletti “Requiem per un destino” (1966) e per “Gestazione” (1980), le musiche vocali e strumentali su temi religiosi o d’intonazione spirituale.

Come riconoscimento ed a coronamento ad una vita dedicata alla musica, Ennio Morricone ha ricevuto l’Oscar alla carriera consegnato il 25 febbraio 2007 a Hollywood.

Nov
29
Ven
Nasce Gaetano Donizetti
Nov 29 giorno intero

Gaetano Donizetti, fu uno dei maggiori compositori di musica operistica italiana del primo Ottocento e precursore del dramma musicale alla Giuseppe Verdi.

Nato a Bergamo il 29 Novembre 1797, appartenente a una famiglia poverissima, Donizetti fu accolto, all’età di nove anni, nella Scuola Caritatevole di Musica di Bergamo, diretta da Simone Mayr, al quale Gaetano rimase legato tutta la vita, proseguendo gli studi musicali con il Mattei al Liceo Filarmonico di Bologna.

La rappresentazione “Enrico di Borgogna” a Venezia nel 1818, segnò il suo esordio teatrale, seguita da “Falegname di Livonia”, ma solo con “Zoraide di Granata”, rappresentato a Roma nel 1822, ottenne il meritato successo di pubblico e di critica.

Firmato nel 1827 un buon contratto con l’impresario Domenico Barbaya, che lo impegnava a produrre quattro opere l’anno, Donizetti si stabilì a Napoli e compose lavori prevalentemente comici e di satira, raggiungendo il grande successo con “Anna Bolena” (1830) ed “Elisir d’Amore” (1832).

Nel 1829 era stato nominato direttore dei Teatri Reali di Napoli e, nel 1834, accettò la Cattedra di Composizione al Conservatorio della stessa città.

Nel 1832, alla morte di Vincenzo Bellini, nonostante l’antipatia dimostrata in vita nei confronti del musicista, Donizetti gli dedicò una Messa da Requem.

Nel 1835, Donizetti fece rappresentare a Napoli la “Lucia di Lammermoor” e, mentre la vita professionale del compositore andava a gonfie vele, venne colpito da una serie di lutti: in pochi mesi morirono il padre, la madre e la seconda figlia.

gaetano_donizetti – Lucia di LammermoorDonizetti interruppe ogni sua attività in Italia e, recatosi a Parigi, su consiglio di Gioachino Rossini, compose e rappresentò “Les Martyrs” (1840), “La Favorita” (1840) e “Rita ou le Mari Battu” (portata in scena a Parigi nel 1860).

Nonostante la sfortuna continuasse a perseguitare il musicista con la morte della moglie e di un’altra figlia, Gaetano Donizetti curò il dispiacere e la solitudine aumentando il ritmo del lavoro: in pochi anni scrisse “Don Pasquale” e “Don Sebastiano del Portogallo”, “Linda di Chamounix”, “Maria di Rohanna” e il “Conte di Chalais”.

A Vienna nel 1842, Gaetano Donizetti, ricevette l’ambita nomina di Maestro di Cappella di Corte, ma la sua salute, già gravemente compromessa dalla sifilide, peggiorò sempre di più ed alla fine, nel 1846, fu internato nel manicomio di Ivry-sur-Seine.

Nel 1847, Donizetti, trasportato a Bergamo, fu accolto dai baroni Basoni Scotti, che lo assistettero fino alla morte, sopravvenuta l’8 Aprile 1848.

La vasta produzione musicale del Donizetti, oltre a 73 melodrammi, alcuni dei quali ancora oggi vengono rappresentati nei Teatri Lirici di tutto il mondo, comprende 28 cantate, 19 quartetti, 3 quintetti, 13 sinfonie e ancora 115 composizioni sacre, molte liriche da camera e oratori.