Autumn Leaves

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“Autumn Leaves” nasce nel 1945 come canzone francese con il titolo “Les Feuilles Mortes”, composta da Joseph Kosma su versi poetici di Jacques Prévert per un film dell’epoca; grazie alla sua atmosfera malinconica e alla forza evocativa del testo, il brano diventa rapidamente popolare in Francia e, quando nel 1950 lo scrittore Johnny Mercer crea la versione inglese, comincia una seconda vita internazionale: cantato da artisti come Yves Montand e Juliette Gréco, attraversa presto l’Atlantico ed entra nella scena jazz americana, dove viene adottato dai grandi musicisti degli anni ’50 — da Cannonball Adderley a Miles Davis, da Bill Evans ai cantanti jazz — che lo trasformano in uno standard, cioè un brano suonato e reinterpretato di continuo; da allora “Autumn Leaves” è diventato una tappa fondamentale per chi studia jazz, non solo per la bellezza della melodia, ma perché rappresenta perfettamente come una semplice canzone nata per il cinema possa evolversi, viaggiare da un paese all’altro e diventare un classico che ogni generazione riscopre e reinterpreta a modo proprio.

Il brano offre diversi collegamenti con le materie della scuola media: con storia si può parlare del periodo del secondo dopoguerra in cui nasce il brano, della cultura europea e americana degli anni ’40 e ’50 e dello scambio artistico tra Francia e Stati Uniti; con italiano si può analizzare il testo originale di Jacques Prévert come esempio di poesia moderna, confrontandolo con la versione inglese di Johnny Mercer per comprendere come una traduzione possa trasformare sfumature ed emozioni; con musica si può studiare come una canzone possa evolversi nel tempo attraverso l’interpretazione di diversi artisti, introducendo il concetto di standard jazz come patrimonio condiviso; con geografia si può tracciare il viaggio della canzone dalla Francia agli Stati Uniti, esplorando le città simbolo del jazz come Parigi e New York; con arte si possono osservare copertine di dischi, manifesti e opere visive legate al jazz, riflettendo su come colori e forme possano rappresentare emozioni simili a quelle della musica; con inglese si può lavorare sul testo tradotto, confrontare parole e significati, arricchire il vocabolario e ascoltare versioni cantate; perfino con scienze si può discutere dell’autunno come stagione di trasformazione, collegando la metafora delle foglie che cadono ai cambiamenti della natura.