Pillole di Pedagogia Musicale – Settimana 1

Pillole di Pedagogia Musicale – Settimana 1

Settimana 1 – Dall’ascolto alla prima notazione musicale

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Dopo aver analizzato nelle lezioni introduttive il ruolo della musica nelle nuove Indicazioni Nazionali e aver affrontato i principi fondamentali dell’ascolto e del canto, iniziamo ora a trasformare questi presupposti in attività concrete da utilizzare in classe.

Il percorso è pensato volutamente una settimana alla volta.

Non voglio infatti costruire una programmazione rigida che presupponga tempi di apprendimento uguali per tutti: ogni nuova proposta dovrà tenere conto di ciò che le insegnanti sono riuscite realmente a sperimentare con i bambini, delle difficoltà incontrate e delle competenze effettivamente acquisite.

La Scheda operativa – Settimana 1 propone quindi attività differenziate per scuola dell’infanzia e per tutte le classi della scuola primaria.

Infanzia: imparare ad ascoltare

Con i bambini più piccoli il punto di partenza non è la teoria musicale, ma l’esperienza del suono.

Le attività proposte aiutano i bambini a:

  • fermarsi e prestare attenzione;
  • distinguere suono e silenzio;
  • riconoscere suoni vicini e lontani;
  • individuare la provenienza di un suono;
  • imitare semplici eventi sonori;
  • utilizzare il corpo come risposta a ciò che viene ascoltato.

L’obiettivo non è chiedere al bambino di conoscere termini musicali, ma sviluppare una competenza ancora più fondamentale: accorgersi consapevolmente di ciò che sta ascoltando.

Classe prima: ascoltare e confrontare

In prima primaria l’esperienza viene progressivamente resa più consapevole.

Il bambino continua ad ascoltare e a muoversi, ma comincia anche a riconoscere alcune differenze elementari:

  • forte e piano;
  • lungo e corto;
  • suono e silenzio;
  • successione di semplici eventi sonori.

La musica rimane esperienza concreta, ma compare una prima capacità di confrontare e descrivere ciò che si sente.

Classe seconda: ascoltare, ricordare e rappresentare

In seconda il lavoro diventa leggermente più complesso.

Si introducono:

  • brevi sequenze sonore;
  • memoria uditiva;
  • distinzione tra acuto e grave;
  • rappresentazioni grafiche molto semplici dei suoni.

Il passaggio importante è questo:

ascoltare → riconoscere → ricordare → rappresentare.

È uno dei primi ponti verso una futura alfabetizzazione musicale.

Classi terza, quarta e quinta: una prima forma di lettura musicale

Per le classi III, IV e V la proposta cambia completamente.

L’obiettivo è introdurre il principio fondamentale della lettura ritmica e della notazione, senza partire immediatamente da pentagramma, note e figure musicali.

Si utilizza una griglia composta da:

4 righe di 4 caselle.

All’inizio ogni riga contiene semplicemente:

1 – 2 – 3 – 4

I bambini devono leggere i numeri ad alta voce mantenendo una pulsazione regolare.

Non conta soltanto pronunciare correttamente i numeri: bisogna farlo nel momento giusto.

Successivamente alcuni numeri vengono cancellati.

Ed è qui che avviene una scoperta fondamentale.

La casella vuota continua ad avere una durata, anche se non viene pronunciato nulla.

Il bambino scopre quindi concretamente che:

il silenzio occupa tempo.

Non è un “buco” nell’esercizio.

È parte della sequenza.

Dal numero al simbolo

Nella fase successiva alcuni numeri vengono sostituiti con simboli.

Abbiamo scelto tre segni molto semplici e immediati:

💣 Bomba = BOOM

🌊 Onda = SPLASH

⚡ Fulmine = ZAP

Una sequenza potrebbe quindi diventare:

1 – BOOM – 3 – 4

oppure:

SPLASH – 2 – silenzio – ZAP

Il bambino deve continuare a seguire la pulsazione senza fermarsi.

Il gioco diventa così una vera esperienza di lettura musicale alternativa.

Perché questa attività è importante?

Prima ancora di leggere una semiminima o una pausa sul pentagramma, il bambino può comprendere alcuni principi fondamentali della scrittura musicale:

  • ogni simbolo corrisponde a un evento;
  • i simboli vengono letti in successione;
  • ogni casella occupa una precisa posizione temporale;
  • anche il silenzio possiede una durata;
  • simboli differenti possono produrre suoni differenti;
  • chi legge deve rispettare un codice condiviso.

È, in sostanza, una notazione musicale primitiva.

Prima comprendiamo la logica della scrittura musicale.

Solo successivamente impariamo la sua forma convenzionale.

La stessa attività, ma tre livelli differenti

La proposta viene adattata alle diverse età.

Classe terza

L’obiettivo principale è riuscire a mantenere una pulsazione regolare anche quando incontriamo il silenzio.

Classe quarta

Il bambino comincia a comprendere maggiormente il concetto di codice musicale: ciò che viene scritto deve poter essere letto nello stesso modo anche da un’altra persona.

Classe quinta

La lettura diventa più autonoma e può trasformarsi anche in attività creativa: i bambini possono costruire una propria sequenza di sedici caselle, decidendo numeri, silenzi e simboli, e affidarla poi ai compagni perché venga eseguita.

Il bambino passa così gradualmente da:

lettore → interprete → autore.

Un percorso che si costruisce osservando i bambini

Questa è soltanto la prima settimana.

Alla fine delle attività è importante che le insegnanti osservino non soltanto ciò che i bambini riescono a fare, ma anche:

  • dove incontrano difficoltà;
  • quanto a lungo riescono a mantenere l’attenzione;
  • se mantengono la pulsazione;
  • se comprendono il significato del silenzio;
  • quali attività generano maggiore partecipazione;
  • quali passaggi devono essere ripetuti.

La settimana successiva verrà costruita proprio partendo da queste osservazioni.

L’obiettivo non è quindi “finire il programma”.

È costruire progressivamente una competenza musicale reale.

Settimana_1_Schede_operative_Musica

La scheda contiene le lezioni complete per scuola dell’infanzia e classi I, II, III, IV e V primaria, con materiali, tempi, consegne, frasi da utilizzare con i bambini, esercizi, griglie di lettura e criteri di osservazione.

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